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  • Francesca Togni

Il passaggio generazionale in azienda: un processo che può risultare complesso.

Se hai la fortuna di avere un’azienda di famiglia ti sarà sicuramente capitato, o è nella tua prospettiva, di vivere quel processo naturale del cambio generazionale. Che tu sia colui che deve subentrare o colui che deve lasciare il posto, affrontare il processo di passaggio generazionale può risultare complesso.

Chiariamo in partenza che il passaggio generazionale rappresenta la piena accettazione che il governo della tua azienda da un certo momento in poi non sarà più sotto il tuo controllo, oppure è la piena accettazione che il governo dell’azienda da un certo momento in poi sarà completamente ed esclusivamente sotto il tuo controllo.

La prima domanda allora è: sei pronto ad accettarlo? Sei pronto ad assumerti la responsabilità di affidare “la tua creatura” a qualcun altro, seppur tuo figlio, che però non sia tu? Sei pronto ad assumerti la responsabilità di prendere in mano le redini di qualcosa che non hai creato tu ma che diventerà completamente tua?


Il primo passo da compiere è quindi assumersi la piena responsabilità di uscire o di entrare. Se nella tua testa la decisione è chiara allora il passaggio generazionale può avvenire, se, al contrario, l’indecisione ti governa sappi che il processo non potrà mai compiersi e ciò creerà confusione in te, in colui che deve prendere il tuo posto e nell’azienda tutta, mettendo a rischio il buono svolgimento della tua attività.

Spesso la confusione e l’indecisione ti porta ad assumere comportamenti deleteri per la buona riuscita del passaggio generazionale; spesso infatti non ci si rende conto che il figlio o il padre non è “IO” e per ciò si tende da un lato a non lasciare spazio a nuove tecnologie, a nuove idee solo perché tu hai sempre fatto così, e dall’altro non si accettano consigli e diversi punti di vista perché ritieni che la mentalità di tuo padre sia antica e retrograda.

Spesso non si lascia spazio al figlio di esprimere la propria opinione sulle decisioni importanti dell’azienda perché non si ritiene che sia in grado di farlo, ma come potrai lasciargli in mano la gestione completa dell’azienda se oggi non gli permetti di esprimersi e ragionare insieme a te sulle decisioni importanti?

Dall’altro lato invece, il figlio non si ritiene in grado di poter esprimere la propria opinione e magari si autocensura non mettendo in campo la propria idea che invece può dare nuovi spunti di crescita o nuovi sbocchi sul mercato.

A volte invece, le figure paterne tollerano in modo eccessivo le inefficienze dei figli e ne coprono costantemente i buchi. Non si capisce però che quel modo di agire scredita la figura del futuro leader agli occhi degli altri collaboratori e getta i semi per future inimicizie e discordie. Dall’altro lato, il figlio, forte della sua posizione e del suo ruolo, si permette di compiere azioni inefficienti in azienda, non curandosi delle conseguenze che queste generano; non è lungimirante e non pone attenzione alla creazione dei buoni rapporti professionali che sono alla base del successo dell’azienda.

Altre volte invece si verificano situazioni in cui il padre invalida costantemente la figura del figlio davanti agli occhi dei collaboratori; alla stregua del precedente, questo modo di agire getta le basi per l’insuccesso futuro: bisogna tenere sempre a mente che lui sarà la guida e il motore dell’azienda, screditandolo e mettendo sempre in risalto gli aspetti negativi consentirai ai tuoi collaboratori di continuare a screditarlo e a biasimarlo, sminuirai il suo ruolo e lascerai la tua azienda senza una guida sicura, di cui tutti potranno fidarsi. Stai effettivamente gettando le basi per lo sgretolamento della tua impresa.

Dall’altro lato troviamo figli che non riescono a farsi avanti, che si deprimono pensando che non c’è modo di cambiare le cose, che non sono propositivi e non si interessano. Anche questo tipo di atteggiamento risulta estremamente dannoso: la miglior riprova della validità delle tue idee sono i risultati, genera risultati, genera nuove idee, incuriosisciti, studia il mercato, le tendenze future e porta i tuoi risultati che parleranno per te.


A questo punto c’è un’altra domanda che devi porti sinceramente:

tuo figlio desiderava davvero entrare in azienda?

Se non è così, tutti questi comportamenti errati e distruttivi nascono da un grande disallineamento tuo e suo. Così accade che uno lavora per forzare una realtà non condivisa e l’altro inconsciamente per distruggerla. Allora, prima di dare per scontato che sia lui l’erede della “tua creatura”, scopri davvero chi è, cosa vuole e aiutalo a creare la sua vita, che non necessariamente deve combaciare con quello che tu ti aspettavi da lui.

Infine, ci sono una serie di azioni che possono essere utili e funzionare nel processo di passaggio generazionale:


1. Delega a tuo figlio una funzione per volta. Lo aiuterà ad entrare gradualmente e a focalizzarsi per bene su ognuna di esse in modo da avere una visione completa dell’azienda a 360°.

2. Da figlio, devi essere disposto a iniziare dal basso. Fare la gavetta non è umiliante, ma ti sarà molto utile per conoscere la tua azienda ad ogni livello. D’altronde, come potrai governare qualcosa che non conosci?

3. Affianca a tuo figlio dei responsabili molto forti affinché possano trasmettergli il loro know-how e le loro azioni vincenti.

4. Da figlio, renditi utile e sii propositivo. Cerca di rubare con gli occhi e vai fino in fondo a tutte le questioni aziendali, questo ti consentirà di acquisire esperienza e praticità.

5. Fai sì che tuo figlio compri le quote dell’azienda. Lo aiuterà a sentirsi più responsabile verso qualcosa che ha acquisito e che non gli è piovuto dal cielo.

6. Metti ordine in azienda e crea delle procedure che siano condivise a tutti i livelli. Aiuterai tutto il team nell’organizzazione complessiva del loro lavoro e aiuterai chi li gestirà a conoscere nel dettaglio i compiti di ognuno.

7. Tu figlio, vai in formazione. Ti aiuterà a comprendere i principi della gestione efficace, della leadership, della gestione finanziaria.

8. Esci dall’azienda. Decidi un giorno e fallo, esci definitivamente.


Lasciare che tuo figlio e la tua azienda camminino da soli è sempre difficile da accettare, ma non immagini quanto questo, se fatto con i giusti criteri, potrà renderti soddisfatto.

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